Il Natale in Giappone è prevalentemente una festa commerciale. Dal momento che la religione più diffusa è il buddismo, non si sente molto il valore religioso del Natale, ma dato che i giapponesi non si lasciano sfuggire nulla, si sono appropriati anche del Natale per sfruttarne il senso strettamente commerciale.

Ed allora benvengano le strade addobbate con luci e decorazioni, le corse alla ricerca del regalo più gradito ed i pacchetti da scambiare con le persone più care, le musichette natalizie che imperversano per tutte le vie.

Il Natale è considerata una festa “romantica” da trascorrere insieme al proprio amore; infatti i regali si scambiano tra innamorati e di solito si va fuori a cena per festeggiare. Questo modo giapponese di vivere il Natale è dovuto anche al fatto che il 70% dei giapponesi è ateo, per cui non vede il Natale come una ricorrenza religiosa, ma è diventata un’occasione commerciale e un ottimo motivo per festeggiare importato dall’Occidente.

Durante l’occupazione americana del dopoguerra, i giapponesi hanno cominciato a prendere l’abitudine di mangiare pollo fritto e patatine il giorno di Natale, così come è nella tradizione statunitense. Accade spesso, infatti, che intere famiglie decidano di trascorrere il giorno o la sera di Natale presso un fast food come KFC (Kentucky Fried Chicken), così diffuso in Giappone e specializzato proprio in questo tipo di pietanze.

Ma, l’obiettivo comune o l’esigenza più sentita, in occasione del Natale, sembra essere la cena fuori casa ed i ristoranti di ogni tipo, da quelli tradizionali alle pizzerie (non esistendo un vera e propria tradizione gastronomica non si fa differenza!), risultano affollatissimi.

Il cibo più “tipico” di questa festa, comunque, è la Torta di Natale o Kurisumasu Keki, farcita con panna e decorata a tema. Questo è uno dei pochi alimenti natalizi entrati attualmente a far parte della tradizione: tutte le pasticcerie o i grandi magazzini preparano un gran numero di torte di Natale e sperano di venderle almeno entro il giorno dopo…

Il 25 dicembre, infatti, è l’ultimo giorno per i festeggiamenti dedicati al Natale, e anche gli addobbi, gli alberi e le decorazioni scompaiono in gran fretta, perché dal 26 cominciano i preparativi per la festa del nuovo anno, l’oshogatsu, questa sì, molto tradizionale.

Il Capodanno, invece, è una festa molto importante in Giappone, in cui si compie l’”hatsumode”, ossia si va a pregare per un felice Anno Nuovo in un tempio scintoista. Il primo dell’anno si trascorre in famiglia dove si brinda con un particolare tipo di sake che si chiama “o toso”.

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