ll Concerto di Capodanno di Vienna (in tedesco: Das Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker) è il tradizionale concerto della Filarmonica di Vienna che si tiene dal 1939 a Capodanno nella sala del Musikverein di Vienna.

Il programma – suddiviso in due parti – si basa su musiche degli Strauß (Johann Strauß padre, Johann Strauß figlio, Josef Strauß e Eduard Strauß) eseguite dai Wiener Philharmoniker e, tradizionalmente, viene concluso con l’esecuzione di due brani fuori programma: An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauß jr e la Radetzky-Marsch (Marcia di Radetzky) di Johann Strauß senior; durante quest’ultimo brano, è prassi consolidata che il pubblico in sala batta le mani, seguendo il tempo scandito dal direttore, assieme all’incalzare dell’orchestra.

Nato dal matrimonio artistico del 1873 tra Johann Strauss e i Filarmonici di Vienna, l’evento conquista la sua ufficialità e continuatività solo nel 1939, anno in cui l’associazione dei prestigiosi orchestrali, diretta dal maestro Clemens Krauss, nella giornata del 31 dicembre esegue per la prima volta il “Concerto Speciale” dalla grande sala del Musikverein di Vienna con l’intento di inneggiare all’identità nazionale proprio nel momento in cui il Paese ne è privato, perchè annesso alla Germania nazista.

Vento di fama mondiale, perla della tradizione musicale viennese, il concerto di Capodanno rappresenta per gli appassionati del genere un appuntamento irrinunciabile: trasmesso dalla Sala d’Oro del prestigioso Musikverein, per l’occasione addobbata con opere d’arte floreali di matrice sanremese, l’esibizione dell’orchestra dei filarmonici annovera un pubblico di oltre un miliardo di spettatori e vanta la messa in onda di emittenti televisive di oltre quaranta paesi.

Con la morte di Johann Strauss nel 1899, l’orchestra perse gran parte del suo interesse nei confronti della musica popolare. Soltanto negli anni ‘20 le cose cambiarono grazie a celebri direttori del calibro di Nikisch, Weingartner e, soprattutto, Krauss, volti a riproporre con una certa regolarità le musiche della tradizione austriaca. Nel 1939, con l’Austria da poco annessa alla Germania di Hitler, all’Orchestra di Vienna non rimase, dati i tempi, che rievocare i fasti del passato. Krauss decise quindi di organizzare, il 31 dicembre, un concerto a cadenza annuale il cui programma era interamente formato da brani degli Strauss. Lo spostamento al 1° gennaio avvenne nel 1941, quando l’evento era noto con il nome di “Concerto speciale”, mentre solo nel 1946 guadagnò l’appellativo ancora oggi utilizzato.

Da allora diversi direttori si sono alternati alla guida della Filarmonica di Vienna. Fino al 1954 vi fu Krauss, alla morte del quale subentrò Willi Boskovsky, che condusse ben 25 edizioni del “Concerto di Capodanno” e che, con l’ausilio del mezzo televisivo, trasformò un evento locale in un avvenimento di risonanza mondiale. Gli anni ‘80 si aprirono nel segno di Lorin Maazel, che guidò i Wiener fino al 1986, mentre dal 1987 in poi fu deciso che il direttore dovesse cambiare ogni anno, per offrire a più artisti l’opportunità di partecipare ad un evento così importante.
Così, negli ultimi venti anni si sono susseguiti nomi prestigiosi come Karajan, Abbado, Muti, Kleiber, Mehta, Ozawa, Prêtre che hanno dato lustro al concerto, contribuendo a farlo diventare l’avvenimento musicale più seguito al mondo.

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