La festa di San Nicola è stata sempre celebrata il 6 dicembre ma, dopo la Riforma, i Protestanti tedeschi vollero attribuire a Gesù Bambino il ruolo di portatore di doni e fecero scivolare la data al 25 dicembre.
La figura del Bambinello e del Santo portatore di doni finirono per fondersi, così che San Nicola divenne il personaggio che oggi conosciamo come Babbo Natale, o Santa Claus nei paesi nordici e anglosassoni.

Babbo Natale viene oggi riconosciuto come un uomo dalla lunga barba bianca, il vestito rosso ornato di pelliccia e il suo inconfondibile berretto dal pon pon bianco. Sul suo carro volante pieno di regali saetta nel cielo ma, siccome viene dal paese dei ghiacci, la slitta è trainata da renne volanti, simbolo dell’inverno e dell’essere speciale del Natale.
Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre Babbo Natale entra misteriosamente dal camino o dalle finestre delle case provocando grande attesa nel cuore dei bambini, quindi lascia i regali e con un soffio scompare.

Ma la riscoperta di questo personaggio, avvenne agli inizi del XX secolo proprio in America, grazie a Thomas Nast, disegnatore pubblicitario incaricato di realizzare la campagna promozionale natalizia della Coca Cola, negli anni successivi alla grande depressione. Trovata geniale in quel clima di recessione, quella di ridisegnare il look di un santo tanto venerato, trasformando la figura ascetica del Vescovo con il manto e la mitria in quella di un vecchietto sorridente e paffutello, con la barba bianca, il mantello e il cappuccio rossi.

Questo favorì le vendite della bibita e portò S. Nicola in tutto il mondo.

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