Per la cultura cinese e buddista in questi giorni scatta il capodanno lunare, caratterizzato da grandi festeggiamenti rigorosamente in rosso.

La “Festa di primavera” ha una lunga storia, avendo origine dalle attività di sacrificio agli dei e agli antenati in fine ed inizio d’anno al tempo delle Dinastie Yin e Shang, ossia più di 4000 anni fa.
L’atmosfera speciale della festa dura per un mese. Prima del capodanno, si tengono cerimonie di sacrificio agli antenati ed alla divinità della cucina; durante la festa, si offrono mance ai bambini come dono di capodanno, ed amici e parenti si fanno visite di augurio.

La “Festa delle Lanterne” cade 15 giorni dopo il capodanno lunare; per l’occasione, le città cinesi sono decorate con lanterne colorate e le strade sono piene di gente, una scena davvero grandiosa! La festa di primavera si conclude solo dopo la festa delle lanterne.

La festa di primavera o capodanno lunare, viene di solito festeggiato nel periodo che va dal 21 gennaio al 19 febbraio, in corrispondenza della seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Si tratta di un giorno per esprimere il ringraziamento per l’anno trascorso e il desiderio di vivere un anno felice E’ il giorno dei grandi banchetti in famiglia. Sono migliaia le persone che raggiungono le località d’origine per festeggiare il giorno più importante dell’anno. I festeggiamenti durano ben due settimane: si inizia con la cena della vigilia che si passa in famiglia.

Perché si, in effetti, il capodanno cinese è paragonabile al nostro Natale. Durante le feste è d’obbligo indossare abiti rossi e riempire le case con decorazioni e oggetti portafortuna a forma di pesce. In modo molto simile a come facciamo noi a Natale, si appende qualcosa sulla porta di casa: fiocchi rossi oppure frasi di buon augurio scritte su carta o su tela. Mentre le danze si chiudono con la celebre “Festa delle lanterne”, quando tutti staccano le lanterne rosse che vengono appese fuori dalle porte e le portano in giro per le strade.

Con l’avvicinarsi della festa di primavera, chi è lontano torna a casa, desiderando riunirsi con i parenti. Il che costituisce un atteggiamento profondamente radicato nella nazione cinese, che forse non esiste presso altre nazioni. Questa necessità del ritorno è molto radicata e diffusa nel profondo della cultura e del costume cinesi, come un’impronta individuale difficilmente cancellabile.

La vigilia del capodanno lunare è estremamente importante per tutti i cinesi del mondo. In questo giorno, tutte le famiglie cinesi si riuniscono per una cena sostanziosa, salutando l’anno vecchio e dando il benvenuto al nuovo.
Il Capodanno cinese è seguito dall’inizio della Primavera e pertanto è un momento di rinnovata fertilità della terra, un evento meraviglioso per ogni cinese del passato. Chiamato anche Festa di Primavera, il Capodanno contrassegnava una svolta decisiva per gli affari: dovevano essere pagati tutti i debiti e si poteva sperare in una vita migliore e in un maggiore successo nell’anno nuovo.

Il Capodanno era ed è ancora la festa più largamente celebrata in tutta la Cina, e il nome con il quale è conosciuta è cambiato parecchie volte nel corso della storia.

È stato chiamato Tempo dell’Inizio (Yuanchen), Primo Giorno (Yuanri), Primo Giorno del Primo Mese (Yuanshuo), Inizio della Prima Luna (Yuanzheng), Primo Mattino dell’Anno (Yuandan). Ora che il calendario gregoriano è stato ufficialmente adottato, il primo di gennaio è il Capodanno ufficiale, e il Capodanno cinese è stato ribattezzato come Festa di Primavera (Chunjie).
Oggi però – specie nelle grandi città – la festa si mischia alla grandezza della potenza cinese e anche i fuochi artificiali diventano un modo per dimostrare forza e benessere.

«Le persone ricche comprano anche 7000 yuan (circa 700 euro ndr) di fuochi d’artificio per dimostrare la propria ricchezza», dice uno dei ragazzi che vende materiale pirotecnico in uno dei tanti tendoni sorti improvvisamente per le vie di Pechino. «Chi non li compra, prosegue, sono i poveri: quelli si accontentano di vedere i fuochi degli altri».

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