In questo sito dedicato alla festa del Natale non poteva mancare una sezione dedicata Babbo Natale il personaggio più amato dai bambini ma anche dagli adulti.

Babbo Natale ha discendenze nordiche: volto leggendario è, in realtà, una figura storica realmente esistita, in seguito adottata come patrono dal popolo barese.

Si tratta di un santo di nome Nicola, che si festeggia il 6 dicembre. Nicola, vescovo di Myra, nell’Asia Minore, attorno al 350 d. C., divenne popolare per la sua bontà e carità. Nato da genitori cristiani molto anziani, al momento del primo bagno, appena nato, si alzò in piedi da solo, ringraziando Dio per averlo fatto nascere. Sopravvisse succhiando il latte materno solo il mercoledì e il venerdì. Rimasto presto orfano, regalò i cospicui beni ereditati dai genitori a chiunque ne avesse bisogno.

Fu fatto vescovo perché, rimasta Myra senza vescovo, uno degli ecclesiastici riuniti in assemblea per eleggere il nuovo vescovo sognò che l’uomo migliore per la carica sarebbe stato il primo uomo entrato in chiesa la mattina: Nicola.
Intorno a lui sono sorte numerose leggende.

Si raccontava che egli avesse salvato alcuni uomini da un naufragio, placando la tempesta, e per questo divenne protettore dei marinai. Quando la regione di Myra subì una terribile carestia, Nicola intervenne e le spighe rinsecchite si gonfiarono di grano.

Avendo saputo che tre studenti erano stati uccisi da un oste che voleva derubarli, egli li fece resuscitare e costrinse l’oste a restituire il denaro e a chiedere perdono. Narra un’altra leggenda che un vicino di casa, caduto in miseria, non potesse assicurare la dote alle tre figlie, condannandole così a non maritarsi, o addirittura a prostituirsi. Allora Nicola gettò in casa loro, nottetempo, tre borse piene d’oro. Per questo fu considerato protettore delle fanciulle in età da marito.
Il santo era amatissimo dal popolo.

Le sue gesta leggendarie furono immortalate in un canto gregoriano. Un manoscritto normanno dell’XI secolo narra che che il priore di un monastero si oppose al canto, che gli suonava sgradito: il santo stesso arrivò di notte e percosse il priore per punirlo “come si fa per insegnare l’alfabeto ai ragazzi svogliati”.
Nicola finì perfino su monete fatte coniare da Ruggero II.

Fino a poco tempo fa, in Puglia e nell’Europa orientale, si considerava la festa di S. Nicola un gioioso anticipo del Natale. Oggi l’usanza di far trovare dolci o regalini sopravvive a Bari, a Molfetta e anche a Trieste (ringraziamo la lettrice Luisa per la precisazione).

Ma se andiamo nel Nord dell’Europa scopriamo che San Nicola, che nel primo Medioevo si chiamava San Nicolaus, divenne popolare come Santa Klaus. I protestanti, dopo la Riforma, gli affidarono la missione di portare regali ai bambini, però gli tolsero i paramenti solenni e lussuosi da vescovo, troppo vicini alle raffigurazioni dei Cattolici.
Persi i paramenti, divenne una figura allegra e colorata.

Emigrato in America, il suo aspetto subì una ulteriore metamorfosi: quello che era stato un mantello da vescovo divenne un giaccone rosso, orlato di pelliccia, la mitra divenne un cappuccio, e, con queste nuove sembianze, è oggi noto come Babbo Natale.

Nel 1848 la fantasia di Clement Moore gli tolse il carretto pieno di doni trainato da un cavallo e gli attribuì una slitta trainata da renne.

Thomas Nast per il numero del primo gennaio della rivista Harper’s Weekly disegnò uno storico Babbo Natale con pancione, barba bianca, sacco in spalla, le braccia piene di regali per i bambini di tutto il mondo e in testa un berretto ornato da un ramo di agrifoglio.

Nel 1931 il grafico pubblicitario Haddon H. Sundbolm disegnò un Babbo Natale un bel faccione pacioso, il naso a patata, l’abito rosso, una lunga barba bianca e una bottiglietta in mano, per la campagna della Coca Cola, divenuto celeberrimo.
Adesso in ogni paese Babbi Natale con il vestito tradizionale sono presenti nei negozi, per le strade e nei centri commerciali per tutto il mese di dicembre.
E Babbo Natale, nella sua casa ufficiale al Polo Nord, riceve milioni di lettere dai bambini di tutto il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *